Fumettomania n. 11

Copertina del n.11 - Autore Adriano Belfiore

N. 11 – Dic 1998-Gen 199 – L. 5000 (euro 3,00). Copertina disegnata da Adriano Belfiore. per gentile concessione

SOMMARIO N. 11

2 .Editoriale di Mario Benenati – 3 .The Funky: intervista agli .autori e recensione di M.B. – 3 .Un anno di Autoproduzioni di M.B. – 6 .Zero Tollerance: gli ultimi‘capolavori’ Marvel di M.B. – 6 .Chi è Batman? di Giorgio Cambini – 8 .Nuvole a Cremona: chiaccherate con Stefano Ricci, Giovanna Anceschi, Massimiliano De Giovanni, Otto Gabos, Vanna Vinci, Carlo Ambrosini e Cladio Chiaverotti a cura di M.B. – 14 .In principio era Tex di Salvatore Bucca -

16. Portfolio: Giovannni Daniel Freri – 16. Portfolio: Anna Leotta – 18. Intervista a Stefano Benni e impressioni sullo spettacolo: ‘Sconcerto’ di Carmen Modaffari e M.B. – 20. Sognando la realtà realizzando il sogno di G.M. – 21. Zograf, racconti di guerra di Michele Ginevra – 22. Recensioni: Non leggete quel fumetto (Tex) di Paolo De Francesco – 23. Una questione di moralità (Martin Mystère) di Lucio Sottile – 24. Recensioni Manga: “Che m’importa del fango” (Ushio e Tora) di Ambrogio Isgrò – 24.Il gueriero oscuro (Berserk) di Carmelo Floramo -

26. Voce alle fumetterie: Intervista ad Alex Bertani di M.B – 28. L’indiscutibile Supremazia di Alan Moore di Domenico Cutrupia – 30. Anteprima: Jonathan Steele – 31. Sulle tracce di fumettomania di AA.VV. – 31 .Bilal e Ade Capone di AA.VV.

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Chi é Batman?

di Giorgio Cambini

Il 3 novembre 1998 è morto Bob Kane.

Aveva 83 anni e, per quei pochi che non lo sapessero, avevo creato Batman per la DC Comics .Batman rappresenta un mito per essere passato attraverso i decenni mantenendo la stessa facciata pur cambiando gli atteggiamenti ed i costumi secondo quello che il momento politico-sociale dettava. Lo stesso Superman è passato dal paesello di Smallville tramutandosi sempre a seconda del momento, attraverso la fase yuppie-col-codino per poi procedere alla versione new age, dopo aver vissuto gli anni della psichedelia e della me-generation.

Un poderoso Batman nella magnifica versione di Tim Sale, dalla maxi serie 'The Long Halloween', pubblicata sulla I collana Batman della Play Press. ALTRI TEMPI!

Un poderoso Batman nella magnifica versione di Tim Sale, dalla maxi serie 'The Long Halloween', pubblicata sulla I collana Batman della Play Press. ALTRI TEMPI!

Batman invece ha superato i decenni e le mode senza cambiare né look né visione del mondo.Favorito in questo dalla seclusione del miliardario senza il bisogno di mischiarsi alla folla per campare, Bruce Wayne ha passato gli anni ‘60 senza il bisogno di camicioni floreali e zoccoloni hippie, gli anni ‘70 senza capigliature afro o pantaloni a zampa di elefante.Anche la Saturday night fever, che pur si sarebbe addetta bene al playboy mascherato non ha mai toccato la vita di Batman.La visione di Wayne è rimasta sempre focalizzata su di unica cosa: fermare il crimine nella “sua” Gotham City, indipendentemente da mode e politiche.

Gli avversari di Batman non sono mai stati la Crimson Dynamo di Iron Man, incarnazione del pericolo russo, oppure il Red Shield marito di Vedova Nera malvagio e ottuso proprio in quanto nemico ufficiale del regime del momento. Batman ha avuto come unico tentativo di politicizzazione la visita di KGBeast, che è subito stato trasformato in un agente impazzito, proprio per la scarsa sostenibilità di trame che coinvolgessero Batman in zupponi politici.Il fascino di Batman risiede proprio in questo: la indefessa, focalizzata e ossessiva ricerca dell’unico obiettivo utile. Né la morte dei compagni come Robin, né la perdita proprio per questo motivo dell’unico amore della sua vita (Talia, la figlia di Ra’s al Ghul) distolgono Batman dal suo fine, e gli immancabili traumi interiori del cavaliere mascherato vengono solo dall’autoflagellazione che si impone per le vittime che non riesce a salvare piuttosto che per altri “effimeri” problemi della vita quotidiana.

< Continua nel n. 12 cartaceo>

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Mi manca solo il balletto, ma vedrete che ce la farò …………..

Intervista a Stefano BENNI

realizzata da Carmen Modaffari e Mario Benenati

Lo abbiamo incontriamo la mattina del 29 agosto 1999, a Roccella Jonica (in provincia di Reggio Calabria), nell’ambito del “XVIII festival internazionale del Jazz: RUMORI MEDITERRANEI”; uno dei più importanti eventi musicali nazionali.

Che rapporto c’era con Andrea Pazienza e con i fumetti?

Stefano Benni: Era un rapporto ottimo, era un amico, un grande disegnatore e narratore, ed era appena all’inizio del suo percorso. Non si accontentava mai, cercava sempre di andare al di là di ciò che gli aveva dato successo, di cambiare, di sorprendere. Non tutti gli autori di fumetti hanno lo stesso coraggio. Avevamo delle idee in testa, volevamo fare insieme una trasposizione di ‘Terra’, per esempio, anche se era difficile seguire Andrea.

Ed anch’io ho fatto delle cose nel campo del fumetto e ho letto qualcosa, specialmente dei miei amici disegnatori di Bologna, oggi leggo le cose di mio figlio, ‘Topolino’ in particolare.A me piacciono i disegnatori, i disegni, più che mettermi a leggere le storie, anche perché non ho tempo. Ammiro molto Daniele Brolli e gli altri ‘ragazzi’ di Bologna. Nell’ultimo anno ho fatto parte di un seminario sull’immaginazione con altri professori, e ho dovuto rileggermi quasi 40 libri di filosofia in un anno.

La bella copertina del libro 'Ballate' pubblicato dalla Feltrinelli nel 1991 e più volte ristampato

La bella copertina del libro 'Ballate' pubblicato dalla Feltrinelli nel 1991 e più volte ristampato

(…) Come mai ha partecipato ad un seminario sull’immaginazione?

S.B. : Diciamo perché sull’immaginazione manca completamente una riflessione in Italia, si parla di linguaggio in letteratura, di struttura, però sull’energia che anima la scrittura che è l’immaginazione se ne parla poco. Vedere un pò la storia della letteratura non più dalla parte della semantica, ma da parte dell’energia magnetica, l’atto dello scrivere, ma è molto più complessa la cosa…

Il seminario dura tre mesi, io lo dirigo poi ci sono quattro scrittori, due psicanalisti, due scienziati, due antropologi, due filosofi; ognuno porta il suo contributo. Sulla musica abbiamo avuto il contributo di un giornalista musicale dell’’Unità’. Al seminario vengono insegnanti, molti psichiatri, qualche studente, ma tralasciamo gli studenti di Bologna…

< Continua nel n. 11>

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Aleksander Zograf: racconti di guerra

di Michele Ginevra del Centro Fumetto Andrea Pazienza di Cremona

Aleksandar Zograf, pseudonimo del serbo Sasha Rakezic, rappresenta uno dei casi più interessanti uno dei casi più interessanti del fumetto internazionale contemporaneo. Possiamo tutti credere, se vogliamo, che nel mondo moderno ognuno abbia le stesse possibilità… In realtà, gli autori che lavorano in paesi come Stati Uniti, Francia, Italia, Argentina, Spagna hanno ovviamente maggiori occasioni. Infatti, quanti autori polacchi conosciamo? E quanti messicani o norvegesi? Eppure anche in quei paesi si leggono i fumetti…Zograf partiva svantaggiato. Inoltre, l’autore proviene da un paese finito sotto sanzioni in quanto ritenuto principale responsabile della guerra civile che ha devastato la ex Jugoslavia.

Nonostante le condizioni avverse, Zograf non ha rinunciato ad esprimersi, scegliendo proprio il linguaggio del fumetto. Incredibile come l’ha scoperto. Negli anno ‘80, da giovane giornalista rock, si recò in Inghilterra. Ma, per motivi mai chiariti, venne espulso in quanto proveniente dalla Jugoslavia. Durante il viaggio di ritorno, passò dalla Germania, dove scoprì i fumetti della Kitchen Sink. Allora Zograf si rese conto che con i fumetti si potevano fare anche cose diverse da Tex e Alan Ford (molto noti nel suo paese).

Una delle tavole del volume "Diario" pubblicato dal Centro Fumetto Andrea Pazienza nella collana Schizzo Presenta n.9

Una delle tavole del volume "Diario" pubblicato dal Centro Fumetto Andrea Pazienza nella collana Schizzo Presenta n.9. Per gentile concessione

L’autore nasce in quel momento. La sua forte vocazione gli permise di farsi ben presto conoscere. In mancanza di spazi dove pubblicare, Zograf iniziò (e continua tuttora) a produrre gli “Alas Comics” piccolissimi albetti, fotocopiati su carta di colore diverso, dove l’autore propone le sue storie di guerra civile e le sue visioni ipnagogiche. Le prime l’hanno reso famoso. Le seconde gli hanno fornito impreviste occasioni professionali. Zograf si afferma definitivamente nel 1996, quando esce il primo albo della collana Psychonaut, per FANTAGRAPHICS. Nello stesso anno, una sua breve opera viene pubblicata su MANO. I temi d’attualità affrontati nei suoi fumetti attirano l’attenzione. Anche perché si tratta di una testimonianza diretta dell’accaduto. La vita dei civili durante la guerra, la penuria alimentare, il senso dell’abbandono, le bugie dei media, l’inflazione, la speranza della pace, il ruolo delle grandi potenze, l’emigrazione indotta negli altri paesi occidentali… Tutte cose di cui sentiamo parlare anche noi in TV. Ma lette sugli albi di Zograf acquistano un senso diverso. La notizia degli accordi di pace di Dayton, recitata al giornale, sembra lontana, aliena dalla nostra vita quotidiana. La tavola a fumetti incentrata sullo stesso episodio, al contrario, da una sensazione di reale. E’ vita vissuta. L’autore ci regala un poco della sua anima. Leggendo le sue opere, il già citato Psychonaut, oppure la recente antologia Dream Watcher della Slab-O-Concrete Publications o l’italiano “Diario” uscito su Schizzo Presenta n.9, possiamo apprezzare il suo segno, mutuato dal Crumb più underground, ma caratterizzato da posture e inquadrature particolari. Se l’underground voleva provocare e divertire, mettendo in scena il modo di vivere delle nuove generazioni antagoniste, Zograf parte proprio da quella lezione grafica per proporre una realtà il cui non senso è palese. Le deformazioni corporee, le inquadrature angolate o distorte, i bordi spezzati delle vignette, il nero dominante, gli occhi cerchiati, l’utilizzo di simboli grafici…. Zograf costruisce uno stile nuovo e originale, partendo dalle sue esigenze narrative ed espressive. Ed ecco allora le visioni ipnagogiche, illustrazioni e strisce, con cui l’autore tenta di mettere sulla carta i sogni fatti prima del risveglio. Tralasciando le possibili considerazioni psicanalitiche, osserviamo che lo stile di Zograf raggiunge articolazioni estreme. Narratore e artista, così possiamo definire un autore umile ma intraprendente, che merita ampiamente l’attenzione ricevuta.


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