copertina del n. 13
copertina del n. 13
SOMMARIO N.13
3 Editoriale (e Credits) di Mario Benenati e Salvatore Bucca
4 Destinazione Futuro . Resoconto della mostra espositiva di Barcellona P.G. di M.B.
5 Autori in mostra: Giuseppe PALUMBO
6 Duri, indipendenti ed incazzati! .Intervista alla Perfect Trip Production di Antonio Recupero
8 L’angolo dell’ignorante di Maurizio Pustianaz
9 Autori in mostra: Stefano CASINI
10 Cittadino del mondo di LucioSottile
10 Un impegno concreto: avvincere i lettori (Magico vento) di L.S.
12 La commedia alla Mystere di Michele Ginevra
13 Autori in mostra: Alessio SPATARO
14 Silvana GANDOLFI a Barcellona di E & T
14 Comics USA? di Giorgio Cambini
15 Medicina Nucleare di Diego Gabriele
16 La nuova riforma scolastica: Fortifield School di Ambrogio Isgrò
17 La fantascienza nei manga di Peppe Maio
18 Autori in mostra: Salvo SANTONOCITO e Giovanni GENOVESI
19 Ista puella Amanda est di Domenico Cutrupia
19 D-Road : recensione di A.R.
20 Autori in mostra: Daniele G. FRERI
21 cfapaz_members-unsubscribe@egroups.com di M’Abe
22 Autori in mostra: John BOLTON
23 Aspettando… Alessandro Boni – da Siena una nuova autoproduzione dell’editore Medicina Nuclerare
24 DEDICHE di Francesco FERRARI e Sam GLANZMAN
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STRALCI ARTICOLI DAL N. 13
Destinazione futuro
ovvero la mostra espositiva dedicata alla fantascienza realizzata nella nostra città di Barcellona P.G.
La mostra svoltasi nella sala vetri, dell’ex Monte di pietà, lo scorso mese di settembre ha determinato nel bene e nel male lo spunto per il nuovo numero di Fumettomania.
A titolo di cronaca si riportano alcuni dati tecnici importanti per comprendere l’enorme sforzo prodotto per questo piccolo evento: due anni di contatti e di incontri, durante le fiere degli autori che hanno poi partecipato alla mostra, quasi quaranta tavole (su 70 disponibili ndr.) di Nathan Never e Legs, tutte riproduzioni, ed altrettante della Phoenix, in particolare di Giuseppe Palumbo.
Foto ingresso alla mostra
Uno spazio interessante dedicato ai disegnatori esordienti, tra i quali spiccavano i catanesi Alessio Spataro e Salvo Santonocito, del primo segnaliamo che è stato pubblicato anche dal Centro Fumetto Andrea Pazienza di Cremona e che le sue tavole erano tutte originali.
Infine una serie di tavole inedite hanno trovato posto nell’ultima parte dell’allestimento, disegni di opere in lavorazione di Stefano Casini, di Giuseppe Palumbo, di Elena Pianta e del mitico autore inglese John Bolton.
Per tutti quelli che non hanno visto l’esposizione ecco un breve exurcus : la mostra era dedicata al futuro, al fumetto di fantascienza, quello avventuroso e tecnologico di Nathan Never, con le tavole di S. Casini, Nicola Mari, Esposito Bros e De Angelis; quello spigliato di Legs, attraverso i disegni di Mario Alberti, G. Olivares, De Angelis e Teresa Marzia; quello aggressivo e violento di Ramarro, con le tavole di G. Palumbo; quello supereroistico della Phoenix con il progetto Italia XXII secolo, con le tavole sempre di Palumbo e di una serie di interessanti giovani disegnatori italiani; quello metropolitano di A. Spataro, quello di Giovanni Genovesi, Adriano Belfiore, Giovanni Freri e Giovanni Brusca; quello pittorico di J. Bolton, il tutto con una bella introduzione tratta dalla rivista Fahreneith 451 di Davide Castellazzi e della Innovation Studio (per gentile concessione ndr.) ed una serie di brevi interventi critici a corredo di una parte delle tavole.
La scenografia simulava l’interno di una ipotetica astronave, con piccoli oggetti sul pavimento e sulle pareti, illuminata con una serie di faretti dall’alto, che spingevano il visitatore alla visione della tavole esposte.
< segue sul n. 13 cartaceo>
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PERFECT TRIP PRODUCTION:
duri, indipendenti ed incazzati!
Ovvero un’intervista senza censure con Simone Panepuccia e Baldo Di Stefano, leader carismatici di una delle etichette indipendenti più fuori dai canoni degli ultimi anni, e creatori di PT7, la loro testata di bandiera.
Nella confusionaria cornice dell’Expocartoon di Novembre 2000, ci rifugiamo in un raro angolo tranquillo del corridoio degli indipendenti per iniziare un’intervista che si rivelerà a dir poco scomoda per molti operatori del settore fumetto. Lo sguardo di Simone Panepuccia è semplicemente truce, mentre quello di Baldo Di Stefano è spiritato e sembra fissare un punto immaginario nel vuoto. Ma d’altronde questi sono gli effetti di 4 giorni da standista. Con un pò di timore accendo il registratore e inizio questa chiacchierata.
Foto: Simone Panepuccia, Baldo Di Stefano e due amiche della fanzine Out
D: Iniziamo con una domanda semplice: perché è nata la Perfect Trip, e cosa volevate ottenere?
Simone: Perché è nata?! Questo c’é lo stiamo ancora chiedendo! Mah, è nata in seguito alla nascita di PT7, quindi forse dovresti chiederci prima perché è nato PT7.
D: Allora… perché è nato PT7?
Simone: PT7 è nato perché non avevamo niente da fare! Avevamo dei soldi da buttare, e ci siamo messi a fare un fumetto, che era appunto PT7. PT7 è nato per il motivo per cui nascono tutte le autoproduzioni: perché gli editori non ti danno spazio per pubblicare, quindi c’é lo siamo voluti pubblicare da soli.
Tavola di PT7 tratta dal n.1
Volevamo fare qualcosa che fosse veramente nostro, e con questo fumetto crediamo di esserci riusciti. Se lo guardi è davvero un “fumetto indipendente”, perché ci parliamo di quello che ci pare, degli argomenti che i fumetti che siamo abituati a leggere generalmente non trattano. Abbiamo anche scelto un formato editoriale abbastanza “ingannevole”, praticamente quello bonelliano. Così il lettore bonelliano che compra PT7 e lo legge credendo di trovare un prodotto di quel tipo viene colpito dalle notevoli differenze. Se avessimo scelto un formato diverso, ad esempio un comic book all’americana, sarebbe stata naturalmente una strategia editoriale forse più diffusa, ma ugualmente diretta ad attirare un lettore tipico verso un prodotto decisamente atipico, come PT7.
< continua sul n.13 >
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L’ANGOLO DELL’IGNORANTE
di Maurizio Pustianaz
Prima di entrare nel vivo della rubrica, voglio dipanare un dubbio che certamente il titolo della stessa avrà creato. “L’Angolo dell’ignorante”; cosa può significare un titolo simile su una rivista che parla di fumetti? Beh, il titolo mi è venuto in mente pensando ai salotti ove i borghesotti si riuniscono per parlare del “nulla” più assoluto. Il dubbio si infittisce? Ok, mettiamola così: se siete degli appassionati di fumetti certamente avrete degli amici con cui condividete questa insana passione e con i quali vi ritrovate a casa di qualcuno. Queste persone, però, non si sa come, ne sanno più di voi, oppure snocciolano critiche a questa o a quella casa editrice citando misteriose voci di corridoio. Ecco. Ora abbiamo localizzato la tipologia del salotto di finta tendenza e forse avrete capito che cosa vuole essere “L’Angolo dell’ignorante”: un mio divertissment ove io che non ho amicizie alcune dico le mie impressioni (sempre pacate e sempre dettate dal mio gusto personale in ambito fumettaro) sul panorama odierno dell’editoria italiana. Ci siamo tutti? Si parte!
La copertina secondo volume di Nausicaa, un capolavorto Per gentile concessione
1. Planet Manga Vs. Star Comics: a chi dare ragione?
Non riuscite a cogliere il motivo del mio primo punto? Proviamo ad analizzare la cosa insieme. Sempre più nell’ultimo periodo, le due case editrici di Bologna e Perugia, si stanno battendo pacatamente (più o meno) per creare un proprio parco testate, provenienti dal paese del Sol Levante e zone limitrofe, che possa incontrare il favore del pubblico.
<continua sul n.13>
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Il buon Davide Castellazzi ha voluto fornire un appunto a questo articolo che volentieri pubblichiamo di seguito
L’Angolo dell’ingnorante
ovvero un appunto di Davide Castellazzi sull’articolo di Maurizio Pustianaz, pubblicato sul n. 13 di Fumettomania
Non è mia consuetudine “intromettermi” nei pareri espressi da riviste e giornalisti sugli albi editati dalle case editrici per cui lavoro, ma un conto sono le opinioni, un conto i fatti. Nella rubrica l’Angolo dell’ignorante trovo scritto: “.. la Plama visto il tentativo di alcuni mesi fa di sottrarre a Bovini e soci Sanctuary…”. PLANET MANGA non ha MAI cercato di sottrarre niente a nessuno. La serie in questione ci fu proposta (senza che la chiedessimo) dalla Viz (braccio americano della Shogakukan che ne detiene i diritti per l’Occidente). Di fronte a tale proposta, di tale ottimo manga, noi rispondemmo che potevamo essere interessati (nota bene: tutto ciò fu frutto di dialoghi privati, MAI abbiamo dichiarato che avremmo pubblicato tale serie). Subito dopo si scatenò un putiferio: la Star (venuta a conoscenza dei contatti) dichiarò ai quattro venti che la serie era sua (come poteva essere sua se volevano vendercela) e che volevamo “fregargliela” (termine usato dai Kappa).
La copertina del primo volume dedicato a 'red Eyes', un'ottimo fumetto contro la guerra, pubblicato da Planet Manga. per gentile concessione.
Molto elegantemente, abbiamo ignorato l’aggressione verbale e ci siamo ritirati senza colpo ferire dalle trattative con la VIZ, che in seguito ha venduto la serie alla Star. Inoltre la VIZ ci ha proposto altre serie di Ikegami, come MAI LA RAGAZZA PSICHICA, che evidentemente la Star non vuole visto che non ha gridato allo scandalo. Questo, molto semplicemente, quanto accaduto. Evito di fare commenti (sempre per questioni di eleganza) sull’atteggiamento tenuto dalla Star, faccio solo presente che in editoria è normalissimo che autori differenti si trovino casualmente in competizione sugli stessi titoli (specie se famosi), cosa che accade quotidianamente senza che nessuno si stupisca (a parte la Star a quanto pare). Mi spiace solo che voi di Fumettomania abbiate preso per oro colato quanto detto da una delle parti in causa senza neanche interpellare l’altra. Mi duole ancora più sottolineare che questo è cattivo giornalismo.
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UN IMPEGNO CONCRETO: AVVINCERE I LETTORI
di Lucio Sottile
Magico Vento nella versione inedita del nostro amico Daniele G. Freri di Messina
La migliore testata fumettistica tuttora in circolazione alla Bonelli si chiama Magico Vento. Intendiamoci, non che sia il Fumetto; Manfredi, il papà del protagonista non é un genio, un artefice, ma é uno che sa fare il suo mestiere, e di questi tempi Dio sa se ce né bisogno. Troppi, nel mondo del fumetto popolare, del fumetto colto, della cultura, nel mondo in generale, sono convinti di essere dei genii. Io stesso, nel mio piccolo, pecco di presunzione nei confronti di Memola.
Manfredi no, credo.
Con un’ambientazione ipersfruttata (il far west o, come diceva Pazienza, fare il west) e un genere non da meno (l’horror), il miglior sceneggiatore della scuderia bonelliana ha saputo creare una serie che soddisfa il desiderio principale di ogni lettore… una lettura che invita a leggere… quello che il best-seller Stephen King, in “Misery”, chiama il devo: ancora una vignetta, ancora una pagina prima di dormire, voglio…DEVO sapere come va a finire questa tale storia.
< segue sul n. 13 cartaceo>
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LA COMMEDIA ALLA MYSTERE
di Michele Ginevra
Un Martin Mystère d'annata di Giuseppe Palumbo
Potrebbe non essere sbagliato inserire anche Martin Mystère, ormai diventato un’istituzione, tra i pochi fumetti italiani di fantascienza. Il nostro detective dell’impossibile dispone oggi di ben sette collane. Originale, ristampa, trimestrale che raccoglie i fuori serie, speciale annuale, speciale gigante, almanacco annuale e ristampa integrale per librerie nelle due versioni economica e lusso. Non avrà la diffusione di Tex o Dylan Dog, ma il personaggio ha da tempo consolidato un pubblico di fedeli complici appassionati. Tra cui, con ogni probabilità, buona parte dei lettori di Fumettomania. Non c’è quindi il rischio di anticipare nessuna sorpresa se ci occupiamo dell’albo uscito lo scorso gennaio e intitolato “La grande truffa”… Precisiamo, MM è innanzitutto avventura. I misteri dell’archeologia costituiscono lo spunto di partenza. In realtà, con il passare degli anni, sono emersi tratti assolutamente particolari e speciali che permettono al personaggio di percorrere con disinvoltura i generi della narrativa moderna.
< continua sul n. 13 cartaceo>
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Medicina Nucleare
di Diego Gabriele <medicinanucleare@libero.it>
“Medicina Nucleare” è la nuova casa editrice di fumetti che si propone al pubblico, presentando autori esordienti.
Il progetto è impostato in modo tale da non creare alcuna difficoltà ai fumettisti emergenti, infatti la testata non impone alcun canone espressivo hai propri collaboratori e per questo la stessa non possiede un’unica tipologia di storie.
L’autore è libero di raccontare ciò che vuole con il tratto che preferisce.
“Medicina Nucleare” non consente però storie di ordine satirico o politico.
La copertina dell'albo della casa editrice Medicina Nucleare.
La casa editrice si propone momentaneamente con due pubblicazioni: la prima “Medicina Nucleare” albo con uscita mensile, 20 pagine in b/n, copertina a colori, 15×21 a Lire Tremila al pubblico. Ogni uscita è realizzata da un autore differente e quindi storie sono sempre diverse sia come contenuti che come stile di disegno.
La seconda “Albi speciali”, albo con uscita bimestrale, 60 pagine in b/n, copertina a colori rilegato a filo refe, 15×21 con prezzo ancora da definire (da lire 5000 a lire 6000 al pubblico).
Entrambe le pubblicazioni vengono progettate esclusivamente dal fumettista, così da poter gestire le pagine nel modo più idoneo per il tipo di storia da lui creato.
La copertina del n.1 dell'albo della casa editrice Medicina Nucleare.
Sono ordinabili in tutte le fumetterie d’Italia: “Medicina Nucleare numero zero -Botta ReAle- di Goris”, storia ironica-surreale, che racconta la vita di un gruppo di ragazzi della provincia di Siena che per svoltare le serate di monotonia, delirano con entità aliene usando come mediante la droga;
e “Medicina Nucleare numero uno -Odontonauta- di Diego Gabriele”, storia ambientata in un futuro non dissimile dal nostro, dove i protagonisti dovranno combattere un mondo ormai privo di comunicazione.
La casa editrice si sta preparando in questi mesi con il proseguimento delle uscite mensili, presentando nel mese di aprile Lotti e Cito con la storia “Nel rispetto della legge” e nel mese di maggio Alessandro Boni con il libro zero di “Heart of Chastity”dove per la prima volta verranno inserite nell’albo delle cards da collezione inerenti alla sua storia. Di HC sono usciti già due numeri, e in arrivo il terzo a gennaio, tutti iquattro albi speciali sono di60 pagine.
“Medicina Nucleare” è presente anche su internet sul sito www.medicinanucleare.net, dove è possibile avere maggiori informazioni.
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La nuova riforma scolastica
di Ambrogio Isgrò
E’ l’Aprile 1998 quando fa capolino in edicola il primo numero di Fortified School, su Storie di Kappa (ed. Star Comics). Già la copertina é una dichiarazione d’intenti da parte del duo composto da Takeshi Narumi e Shinichi Hiromoto: un’immagine violenta accompagnata dalla scritta “caution nuke ‘em”.
Una delle copertine del fumetto Fortyfield School. Per gentile concessione
Ed é con cautela che si deve affrontare l’approccio a questo manga, altrimenti si può restare disturbati dalla violenza ivi contenuta esaltata da un tratto schizzato ed originale, per quanto debitore a Go Nagai ed all’immaginario post-atomico della serie Mad Max, peraltro già ampiamente saccheggiato dagli autori giapponesi (chi ha detto Ken Il Guerriero?).
Ma una volta entrati nei ritmi frenetici imposti dalla narrazione e dal continuo susseguirsi di eventi imposto dalla brevità della storia e dagli argomenti da essa trattati (in 7 volumetti troviamo clonazione, manipolazione genetica, trasformazioni in animali estinti, super soldati e molto altro), non ci si può staccare da essa fino a non averla letta interamente.
<continua sul n.13 cartaceo>
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Ista puella Amanda est
Invito alla lettura di Domenico Cutrupia
Una delle belle copertine della serie Amanda.
Luccicano, seminascoste nelle sabbie delle nostre edicole, autentiche gemme che sfuggono all’occhio stanco del lettore medio, abbagliato da miraggi ben appariscenti. Ma chi, stanco di cambiare buone banconote con carta meritevole di ben altro uso, voglia rinunciare all’ennesima saga del supereroe di turno (che una volta conclusa sarà come se non ci fosse mai stata) e voglia negarsi, per una volta, i gargarismi mentali di qualche autore dalla effimera notorietà, troverà un porto sicuro nelle pubblicazioni della Eura Editoriale (soprattutto quelle di autori argentini). Diciamocelo chiaro, il fumetto argentino, che pur non ci lusinga con copertine spaziali e virtuosismi grafici, è il più congeniale al lettore italiano per realismo dei contenuti e per sintonia culturale.
< continua nel n. 13 cartaceo>
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Comics USA ?
di Giorgio Cambini
Chiunque sia mai stato negli Stati Uniti per qualche tempo si è accorto dell’incredibile ipocrisia di questa nazione.
Dietro le tendine di casa, oppure negli angoli bui delle loro stradine ben tenute del Midwest ognuno da sfogo a quanto di più represso tiene dentro, spesso sfociando in eccessi disastrosi e spropositati come si addice ad una nazione che fa dell’esagerazione il suo stile di vita; nel contempo, gli stessi personaggi ostentano una facciata d’estrema “rispettabilità”: estrema tanto da diventare bigotteria.
Uno dei frutti abominevoli di tutto questo è il “politically correct” talking, cioè l’utilizzo di eufemismi per riferirsi a minoranze od a situazioni.
Il nero non è più un nero ma un “african-american” – salvo chiamarlo “negro” appena le telecamere si spengono.
Tavola di Groo, disegnata da Sergio Aragones, scaricata dal sito http://home.tampabay.rr.com/tcs/GrooIQ.jpg
continua …….
Chiudo con la lista dei 4 comics che non sono mai usciti in Italia (ma che avremmo voluto al posto di Cable):
1. Groo Ok, è buffo, intelligente,ben disegnato, comico. Mi accorgo che non è sufficiente, ma qualche numero per provare si poteva anche pubblicare…
2. A Distant Soil Colleen Doran è la migliore disegnatrice americana. Non si potrebbe vedere qualcosa anche da noi?
3. Cerebus Nel finire della serie si sta prendendo un po’ troppo sul serio, ma un tempo era veramente un must.
4. Mage+Grendel I due capolavori di Matt Wagner. Cosa mai ci sarà di meglio in witchblade per scegliere di pubblicarlo? Come dite? Una splendida ragazza poco vestita ogni pagina? Ma non si chiama Playboy?
< continua sul n.13 cartaceo>
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- Tavola di PT7 tratta dal n.1
- La copertina del I volume dedicata a ‘red Eyes’ un’ottimo fumetto contro la guerra, pubblicato da Planet Manga
- Un Martin Mystére d’annata di Giuseppe Palumbo
- La copertina secondo volume di Nausicaa, uno dei migliori fumetti degli ultimi dieci anni. Un capolavoro.
- Magico Vento nella versione inedita del nostro amico Daniele G. Freri di Messina
- Foto: Simone Panepuccia, Baldo Di Stefano e due amiche della fanzine Out
- Foto ingresso alla mostra
- Tavola di Groo, disegnata da Sergio Aragones, scaricata dal sito http://home.tampabay.rr.com/tcs/GrooIQ.jpg
- Una delle copertine del fumetto Fortyfield School
- Una delle belle copertine della serie Amanda.
- Le copertine del n. 0 ed 1 degli albi della casa editrice Medicina Nucleare.
- Le copertine del n. 0 ed 1 degli albi della casa editrice Medicina Nucleare.













