Sommario ed Approfondimento

Copertina del n. 14

Copertina del n. 14

SOMMARIO N.14

3 Editoriale di Mario Benenati

4 Intervista a Luca Boschi dalle pagine del sito http://clik.to/fumettomania

l’inizio della lunga intervista a L.Boschi e una panoramica sul nostro nuovo spazio web. di MaBe

5 Portfolio: Alessandro BONI

6 Riflessioni di Antonio Recupero

6 Sonnambulo ed altre storie di Tomine Recensione di Alberto Conte

7 David Boring Recensione di A.C.

8 Che fine hanno fatto i supereroi? Ovvero il fumetto nordamericano del nuovo millennio di Marcello Vaccari (Glamazonia Comics)

10 Portfolio: Bryan TALBOT

11 Hanno ucciso l’Uomo Ragno? di GiorgioCambini

12 Che fine hanno fatto i supereroi, ovveroil fumetto nordamericano del nuovo millenniodi Michele Ginevra

12 PaniniComics: what happens ?! di Pierpaolo Valenti

14 Supereroi e superstorie di Smoky Man

16 Portfolio: Mark BADGER e George PRATT

17 Vivat Grendel ! Recensione del volume: Grendel Tales – Demoni e morti di Emiliano Longobardi (Rorschach)

18 LUCCA 2001: piccoli sussulti…? di A.C.

18 Nuove ricette in Medicina Nucleare di Diego Gabriele

20 L’angolo dell’Ignorante di Maurizio Pustianaz

21 20mila di queste righe Presentazione della manifestazione a fumetti che si terrà a Palermo dal 13 al 16 dicembredi Manlio Mattaliano

22 L’ultimo supereroe di LucioSottile

22 TEODORANI sbarca in internet !!

23 Anteprima: LUPIN III MILLENIUM per gentile concessione della Kappa Edizioni

24 Pin-Up: Alessandro BONI e Adriano BELFIORE

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Stralcio Articoli

Alcune semplici (e stupide) riflessioni…

di Antonio Recupero

Qui si dovrebbe parlare di fumetti. Ma a volte vengono in mente cose strane, cose brutte. Però qualcuno le deve pur pensare. Nel momento in cui scrivo, non è passata neanche una settimana dall’attentato terroristico al World Trade Center. Tutti sanno di certo di cosa sto parlando. Tv, giornali e radio da giorni rievocano le stesse scene. Gli aerei che si schiantano, le Twin Towers che si accasciano al suolo, le persone che cercano la salvezza gettandosi dai palazzi, le enormi nuvole di polvere e detriti. E noi, che leggiamo fumetti tranquillamente, forse non notiamo la mancanza di una cosa. Non c’era nessun Superman a fermare gli aerei a mani nude, nessun mutante telecineta sosteneva i palazzi mentre la gente li evacuava, nessun Uomo Ragno salvava con la ragnatela le persone che si buttavano dalle finestre, nessun supervelocista con la tutina rossa creava un turbine d’aria che aspirasse la polvere. I personaggi dei fumetti sono rimasti, come sembra ovvio, nei fumetti.

Hulk inedito, nella versione di Alex Boni

Hulk inedito, nella versione di Alex Boni. Per gentile concessione. © Marvel comics

Gli unici eroi sul luogo erano i pompieri che cercavano di aiutare la gente a fuggire, e i civili che hanno prestato i primi soccorsi ai feriti che si sono trovati a fianco. Abituati come siamo a divertirci leggendo le gesta dei supereroi americani, che per altro sono ambientate in gran parte proprio a New York, ci dovrebbe quasi sembrare strano non vedere né Capitan America, né gli X-Men, né Flash o Lanterna Verde intervenire. La realtà è che i supereroi non esistono, e si può solo restare inermi di fronte a tanta follia, ad una catastrofe che sembra proprio uscita da un fumetto o da un brutto film di fantascienza. La realtà fa più male delle tragedie cosmiche che mensilmente i migliori sceneggiatori americani cercano di ideare per i loro semidei in calzamaglia. A quanto pare le sedi delle principali case editrici americane sono scampate alla disgrazia. I fumetti quindi continueranno ad uscire regolarmente.

E domani, gli uomini col mantello sulle pagine di carta, voleranno su una New York intatta o su una distrutta?Probabilmente i veri New Yorkesi non avranno la forza di guardare il cielo sperando di scorgerne uno.

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SONNAMBULO e altre STORIE: ADRIAN TOMINE

Recensione di Alberto Conte

Potremmo cominciare dalla fine, per una volta: Sonnambulo e altre storie si candida ad essere uno tra i migliori volumi dell’anno, se non il migliore in assoluto, pur volendo evitare classifiche inutili. I motivi per un giudizio così positivo si devono ricercare nell’impressionante padronanza del medium fumetto dimostrata dall’autore. Tomine opera a doppio registro, strutturando la narrazione a vignette secondo la tecnica cinematografica, costruendo i plot con decisa impronta letteraria. Tutti gli espedienti, le diverse inquadrature, vengono utilizzate con asciutta maestria, senza indulgere in autocompiacimento, dall’autore: il ritmo della narrazione è scandito da dissolvenze e flashback, che spesso lasciano il lettore per un attimo sospeso, quasi incredulo della chirurgica precisione di Tomine.

< continua sul n.14 cartaceo>

Copertina del Volume di Tomine

Copertina del Volume di Tomine. Per gentile concessione

Just for this time we can start from the end: Sleepwalk and other stories is one of the best, or the best at all, volume published this year, without forgetting something of David Mazzucchelli or Daniel Clowes. The reasons for a judgement so positive are quick and clear to tell: Tomine is a brilliant and complete author. He can easily use the languages of cinema and literature with sinthetic elegance and ability. Sexteen short stories written with high attention to the medium.Sleepwalk and other stories is the second volume of Adrian Tomine, published dy Drawn & Quarterly, in 1997. Adrian Tomine was born in Sacramento, California, and lives currently in Berkeley.

Adrian Tomine, Sonnambulo e altre storie -112 pp., brossurato, b/n, ottobre 2001

Coconino Press, £. 26.000 (euro 13,43)- www.coconinopress.com

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David Boring

Recensione di Alberto Conte

La struttura è suddivisa in tre atti, come vuole la drammaturgia, e, disseminati lungo il percorso segnato, dissolvenze e colpi di scena scandiscono la prosa del distaccato io narrante. “David Boring” è una graphic novel ironicamente rappresentata dallautore come una pellicola cinematografica: i generi si toccano e confondono, passando dalla commedia romantica al giallo, per virare poi allhorror apocalittico. Prosegue così Daniel Clowes nella sua demitizzazione dell”american dream”, analizzando le ossessioni individuali e sferzando le paranoie collettive della società contemporanea statunitense.

< continua sul n. 14 cartaceo>

Copertina del volume" David Bering"  di Daniel Clowes.

Copertina del volume" David Bering" di Daniel Clowes. Per gentile concessione

“David Boring” is a graphic novel written and penciled by Daniel Clowes, that goes on with the destruction of the “american dream”: men and women of the suburbia, strangers to themselves, obsessed by personal ghosts. Over their heads the psychotic and great fear of yhe Menace that comes from outer space…There s no way out from this ordinary nightmare.

Daniel Clowes, David Boring – 128 pp., brossurato, b/n e col., novembre 2001

Coconino Press, £. 28.000, Euro 14,46 – www.coconinopress.com


Che fine hanno fatto i supereroi?

Ovvero il fumetto nordamericano del nuovo millennio.

di Marcello Vaccari. (Glamazonia Comics)

I Supereroi non hanno fatto nessuna fine, anzi in questi ultimi mesi hanno un po’ rialzato la testa, sia in termini di vendite, e quindi di seguito di lettori, sia come visibilità, con film già usciti campioni di incassi e molti altri in programmazione. Certo può darsi che per sopravvivere debbano adattarsi a nuovi mezzi di diffusione, e del resto lo stanno già facendo con film (appunto), telefilm, cartoni animati ed anche nel formato elettronico su internet e molto presto anche su cd-rom. Capacità del resto che avevano dimostrato già in passato con serial radiofonici, teatrali ecc.

Sketch inedito di David Mazzuchelli, risalente alla fine degli anni '80.

Sketch inedito di David Mazzuchelli, risalente alla fine degli anni '80. Per gentile concessione

Per cui non credo proprio che in un prossimo futuro i Supereroi americani possano avere grossi problemi, almeno non finché ci sono buoni autori a narrarne le gesta, ed attualmente c’è forse la maggior concentrazione di talenti che ci sia mai stata in USA. L’apertura dello stagnante fumetto supereroico nordamericano ad autori non autoctoni, com’era di fatto stato per decenni, ha dato nuova linfa al supereroe moderno.

Alla fine degli anni ‘80 c’era stata la prima massiccia invasione, portata comunque da un paese affine, ovvero il Regno Unito, con autori che hanno segnato una svolta epocale e portato l’universo dei supereroi alla piena maturità. Per diverso tempo comunque solo gli autori inglesi hanno avuto vita facile in USA, ma negli ultimi anni abbiamo assistito ad un abbattimento delle barriere, con l’arrivo massiccio di artisti (soprattutto disegnatori, ma non solo) italiani, spagnoli, argentini, brasiliani, francesi, e perfino giapponesi, che hanno portato la loro sensibilità ai personaggi, rendendoli così più sfaccettati ed interessanti che mai.

< continua sul n. 14 cartaceo>

Info su Glamazonia

Glamazonia è un magazine che tratta di fumetto a 360°, in tutte le sue forme e manifestazioni, italiano ed estero. Uno dei nostri punti di forza solo le cronologie dettagliate, che sono molto apprezzate anche all’estero. Cerchiamo di dare spazio agli autori esordienti, con un angolo a loro riservato, da usare come vetrina per proporsi alle case editrici, e proponendo anche dei fumetti completi on-line. Il nostro fine ultimo, comunque, rimane sempre quello divulgativo e conoscitivo, ed in questo senso non mancano ricerche storiche sui fumetti delle origini, con articoli di vera e propria “archeologia fumettistica”.

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Marcello Vaccari

Editor di Glamazonia Comics & Made in Japan

http://www.comune.modena.it/glamazonia

oggi (anno 2009) il sito è http://www.glamazonia.it/

e-mail: glamaz@comune.modena.it

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martedì, 2 ottobre 2001

Hanno ucciso l’Uomo Ragno?

di Giorgio Cambini (e Francesco Carlà)

Il mio articolo parte dalla analisi che ha fatto Carlà sull’andamento del titolo Marvel qualche settimana fa.Nel caso tu non conosca Carlà, ti posso dire che Francesco Carlà, oltre che giovanissimo esperto di borsa e trading, è autore di libri sul trading on-line, sull’utilizzo di internet (che lui chiama, con definizione molto felice “simulmondo”) come nuova frontiera della comunicazione e dell’economia.

( Finanza World by F r a n c e s c o C a r l a’ “La newslettera della Finanza Democratica” http://www.finanzaworld.it/ ->Per scrivere a Carla’: f.carla@finanzaworld.it )

<< Oggi probabilmente Greenspan taglierà ancora il tagliabile.

Un altro mezzo punto é e ne rimarranno solo 2.50 per arrivare a zero. La lotta contro la doppia recessione e’ abbastanza impari e ci vogliono i super-eroi. Gente come il mio amatissimo Spiderman. Solo che nel frattempo anche lui ha i suoi guai. Come sempre. Non so se avete mai letto l’Uomo Ragno, il fumetto. In America lo chiamano il super-eroe con i super-problemi. E mica a caso. Dovete sapere che Spidey é uno studente di chimica pizzicato da un ragno radioattivo e diventato per questo fortissimo come un aracnide gigante. Si é fatto da solo la ragnatela. E un sacco di nemici.

Un'immagine dal film Spiderman, poi diventata un poster. (copyright dell'autore e degli aventi diritti)

Un'immagine dal film Spiderman, poi diventata un poster. (copyright dell'autore e degli aventi diritti)

E i nemici non sono solo i super-cattivi tipo Octopus, Goblin e l’Avvoltoio, ma anche i media nella persona di un pazzoide direttore del giornale piu’ importante di New York City, J. Jonah Jameson. Questo tizio baffuto e invelenito da non si bene che cosa, ce l’ha a morte con il nostro buonissimo Uomo Ragno e lo vede sempre in combutta con i criminali, colpevole di tutto quello che di male accade nella Grande Mela. Già perché il teatro delle avventure di Spidey é New York.

L’Uomo Ragno é uno dei personaggi più popolari del mondo. In Italia é stato celebrato anche nella più famosa canzone degli 883 che lo davano per morto.

Defunto non é, ma la sfortuna continua a perseguitarlo. Tanto per cambiare.

Proprio lui che forse sarebbe riuscito a sventare l’attacco dei terroristi (quanti ne ha evitati nella pericolosissima New York degli anni settanta…), ne é’ diventato una virtuale vittima. Provvisoria.

Questo doveva essere l’autunno di Spiderman. Dopo secoli di attesa di tutti i fans come il sottoscritto, il Tessiragnatele stava finalmente per avere il suo film come i super-eroi che si rispettano. Solo che un pezzo del film e il trailer, erano ambientati (forse avete fatto in tempo a vederlo al cinema) proprio sulle Torri Gemelle.

E nel manifesto aveva negli occhi le Towers. Ma la Sony ha sventato la minaccia cinematografica, ha fatto ritirare manifesti e trailer e ha confermato la data del 3 maggio 2002 per la prima. Stessa sorte per il videogioco di Spidey in uscita dalla Activision: Spider-man 2-Electro, anche questo rimandato per via di grattacieli teatro dell’azione, e probabilmente in uscita nel primo o secondo trimestre del 2002.

Buone notizie anche per le tribolate casse della Marvel.

Marvel Enterprises Inc. (nyse-mvl), la casa editrice che ha creato e possiede i diritti dell’Uomo Ragno e di tanti altri super-eroi (Fantastici 4, Hulk etc), era a 10 dollari solo un paio d’anni fa, ieri ha chiuso a 2.38 per azione. E nelle ultime 52 settimane ha oscillato tra il minimo di 1.25 dollari e il massimo di 4 dollari e un quarto. Proprio non poteva permettersi uno stop delle avventure del suo personaggio più famoso.E Spider-man svolazza ancora sull’Empire State Building. >>

Come saprete, da allora Greenspan non ha solo tagliato il mezzo punto, ma ne ha eliminato un altro quarto. Le banche europee, che la crisi la sentono in ritardo, ma la sentono comunque, hanno seguito l’esempio. E con i tassi bassi salgono le borse.

Anche la Marvel. Che si sta giocando la carta “simil-Vertigo” con la serie Alias, con risultati non proprio uguali a quelli della Vertigo. Anche perchè rinnovare per la Marvel consiste nel rivisitare personaggi e storie conosciuti. Questo funziona a volte (Universe X, Heroes) ed a volte è solo un esercizio di stile, senza nessun contenuto vero.

Il risultato è che la Marvel ora prova con i Fantastici quattro in versione Manga (e tutti gli altri eroi a seguire) per vedere di raccattare qualcosa dai tanti appassionati che leggono i Manga, senza capire che forse c’è qualcosa oltre agli occhioni ed ai testoni che rende i Manga più appetibili.

Non credo che le azioni Marvel saliranno per questo: per fortuna il mercato americano sta dimostrando di essere stanco di questi giochetti.

Nel frattempo consolatevi con i seguenti titoli:

Usagi Yojimbo (Dark Horse) – Strangers in paradise (pubblicato pure in Italia) – Waiting Place – Groo (Dark Horse) – Transmetropolitan (DC-Vertigo) – Poison Elves (Sirius)

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CHE FINE HANNO FATTO I SUPEREROI, OVVERO IL FUMETTO NORDAMERICANO DEL NUOVO MILLENNIO

di Michele Ginevra (CFAPZ)

Copertine dei volumi: "La vita non è male dopo malgrado tutto" di Seth (Coconino Press) e di "Artbabe" di Jessica Abel (Black Velvet), due proposte americane interessanti.

Copertine del volume "La vita non è male dopo malgrado tutto" di Seth (Coconino Press) e …

Il fumetto nordamericano dello scorso secolo ha fortemente influenzato gli immaginari collettivi di molte società e nazioni, soprattutto occidentali. Proprio i supereroi hanno rappresentato un fenomeno culturale e commerciale di grande rilievo. Sostenuti, per tanti decenni, da stili grafici realistici talvolta virati sul grottesco, i fumetti di supereroi hanno proposto un’avventura moralistica, dove il mantenimento della giustizia non è alla portata delle strutture pubbliche. Di fronte a criminali sempre più potenti e sempre più cattivi, uomini dotati di poteri speciali si propongono, singolarmente o in gruppo, come estremo e vincente baluardo contro i malvagi. In alcuni casi, i supereroi sono esplicitamente al servizio degli organismi statali, ma la loro autonomia d’azione (e quindi discrezionalità) rimane sempre un dato evidente. Un altro elemento che ha arricchito il loro fascino è stato quello dell’identità segreta.La doppia vita di Batman, piuttosto che quella di Devil, hanno fortemente colpito il pubblico. Non si tratta di un elemento nuovo, nella storia della letteratura contemporanea, ma è interessante notare come le diverse azioni dei vari super eroi appaiono volentieri come complementari nel perseguimento del fine della giustizia.

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… cover di "Artbabe" di Jessica Abel (Black Velvet).

Infine, la spettacolarità dei costumi, delle armi, degli avversati e degli ambienti hanno costituito un fattore altrettanto decisivo nel contribuire alla fortuna del genere, molto più legato alle problematiche dell’attualità di quanto potrebbe sembrare ad uno sguardo superficiale..

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PaniniComics: what happens?!

di Pierpaolo Valenti

Sono ormai mesi che tutti i marvel-fans italici si interrogano sul futuro editoriale dei loro beniamini. Si parla di una rivoluzione a 360 gradi che riguarderà sia formati che contenuti: sarà vero? Nel frattempo, non ci resta che aspettare (poco ) fiduciosi in una sorta di ravvedimento operoso da parte dell’editore modenese che – negli ultimi anni – non ci è parso particolarmente brillante. Ok, le storie sono state altalenanti (basti pensare allo strombazzato quanto scadente CHAPTER ONE o al progressivo tracollo qualitativo delle serie mutanti ) ma sono molti quelli convinti sul fatto che si poteva e si doveva fare diversamente.

Wolverine e Havok, due dei tanti personaggi mutanti della Marvel ipersfruttati nel periodo tra la fine degli anni '80 l'inizio dei' 90. Disegno di Kent Williams

Wolverine e Havok, due dei tanti personaggi mutanti della Marvel ipersfruttati nel periodo tra la fine degli anni '80 l'inizio dei' 90. Disegno di Kent Williams. Per gentile concessione

Innanzitutto, mi sono sentito preso in giro dal dilagante fenomeno della doppia numerazione, che ha determinato solo confusione e ben pochi benefici (le collane vedevano un incremento delle vendite solo nei primi due/tre mesi, per poi ritornare al punto di partenza).Altra scempiaggine, quella delle famigerate collane ombrello: brutto seguire solo capitan america o i fantastici quattro e ritrovarsi con numeri sfusi di marvel miniserie… Bei tempi quelli degli speciali da edicola! Potrei proseguire ancora per molto, ma credo che vessillo dei “mala tempora” sia inequivocabilmente uno: la perdita progressiva di contenuti, di passione e di qualità negli editoriali. Scomparsa delle note. Lettere insulse (mai quanto le risposte ).

< continua sul n. 14 cartaceo>

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SUPEREROI E SUPERSTORIE

di Smoky Man

[smoky man è lideatore del webmagazine di cultura fumettistica ULTRAZINE (www.ultrazine.org)]

Kurt Busiek – uno che se ne intende, questo è certo – afferma senza temere dessere smentito che “i supereroi sono un concetto, un vasto genere metaforico in cui ideali, conflitti e quantaltro possono venire personificati da personaggi iconici e le esperienze umane che essi riflettono possono essere raccontate in storie variegate e fantastiche in un modo che non è possibile con nessun altro genere.”

Ecco, con i supereroi si possono raccontare tutte le storie possibili. E se lo dice Busiek, scrittore che ha dato vita a classici del genere come Astrocity e Marvels, non possiamo che fidarci.L’importante è avere qualcosa da dire e non cercare stancamente di aggiungere un tassello insignificante all’amata/odiata continuity. L’importante è avere idee originali o riscoprire idee vecchie proponendole sotto un’ottica nuova. E a dire il vero le due cose spesso coincidono.

Copertina n. 5 del bimestrale ABC della MAGIC Press, con tuttte le nuove storie di Alan Moore.

Copertina n. 5 del bimestrale ABC della MAGIC Press, non più pubblicato, con tuttte le nuove storie di Alan Moore. Per gentile concessione

Quale futuro per i supereroi? Beh, superstorie li salveranno. Semplice.

A ben guardare di buone storie di questi tempi se ne vedono diverse. E tutte all’insegna della scrittura, non del personaggio. Della storia al servizio del personaggio, capace di esaltarne le caratteristiche e di darne una lettura spesso inedita. Accade così che il mercato USA attuale, dopo l’ubriacatura visiva della Image – vuoti disegni senza spessore – sia all’insegna dello sceneggiatore. Così si parla dell’Uomo Ragno di Straczynski, della nuova X-Force di Milligan, dei Vendicatori di Busiek, dell’Authority di Millar, del Daredevil di Bendis, del Green Arrow di Kevin Smith e dei New X-Men di Morrison. Giusto per fare qualche esempio.

< continua sul n.14 cartaceo>


Vivat Grendel!

di Emiliano Longobardi

Copertina del volume Grendel, pubblicato dalla Magic Press, recensito in questa pagina.

Copertina del volume Grendel, pubblicato dalla Magic Press, recensito in questa pagina. Per gentile concessione

Le vicissitudini editoriali italiane del Grendel di Matt Wagner non sono mai state particolarmente fortunate: pubblicato dapprima sul glorioso Star Magazine della Star Comics (che chiuse poco dopo), Grendel è rimasto in animazione sospesa fino a quasi due anni fa, quando la Phoenix di Daniele Brolli ha editato il primo di quattro albi (poi rimasto l’unico) della mini Grendel – Bianco nero & rosso. Le sfortunate vicende della Phoenix hanno poi portato Grendel (e Brolli come curatore) presso i lidi della Magic Press, che recentemente ha dato alle stampe Grendel Tales – Demoni e morti, paperback che raccoglie due miniserie Grendel Tales – Devils and Deaths e Grendel Tales – Devil’s Choices, entrambe realizzate da due autori croati, Darko Macan (ai testi) e il purtroppo scomparso Edwin Biukovic (ai disegni).

In queste righe non m’interessa collocare storicamente e cronologicamente Grendel Tales – Demoni e morti nell’intricato e ricco mosaico concepito da Matt Wagner, anche perché Brolli l’ha già sapientemente fatto in una delle introduzioni al volume.

< continua sul n.14 >

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