01-Luglio 1934 – Winsor Mccay

luglio 1934-luglio 2009

RICORDANDO WINSOR MCCAY

di Carlo Scaringi <carlo.scaringi@email.it>

Uno dei maestri del fumetto americano, e non solo, come Winsor McCay, è scomparso il 26 luglio 1934, all’età di 65 anni. E’ stato forse il primo vero artista dei comics, alla pari di Outcault od Opper, “padri” di Yellow Kid e Happy Hooligan, e uno dei pionieri del cinema d’animazione. Cominciò a lavorare a 17 anni disegnando insegne e cartelloni pubblicitari per un circo, ma solo dopo vari anni imboccò la strada giusta. Avvenne nel 1903 quando fu assunto come giornalista all’Herald di New York, dove realizzò subito una serie di fumetti con personaggi comici, secondo la moda dell’epoca, ma non privi di risvolti insoliti, dove si mescolavano in egual misura sogni fantastici e incubi spaventosi.

Foto di Winsor McCay. Per gentile concessione

Foto di Winsor McCay. Per gentile concessione

I sogni erano quelli di Little Nemo, un fanciullo immerso in un universo da fiaba, che McCay disegnava in uno stile grottesco e poetico a un tempo, con richiami al “Liberty” e all’”Art Nouveau”. Gli angusti confini della tavola sono infranti e ampliati da un disegno che trasforma il breve viaggio onirico nella fantasia, in un quadro cromatico dai vivi colori, anche fra loro contrastanti. Gli incubi sono quelli che agitano il sonno di un divoratore di crostini al formaggio, buoni ma indigesti. Se nei sogni di Little Nemo uomini, cose e animali assumono spesso dimensioni assurdamente fantastiche, in questi incubi notturni (che il disegnatore firmava con lo pseudonimo di Silas), si trasformano esseri mostruosi che incombono sul povero goloso. Il risveglio è una vera liberazione, dopo aver sognato di essere mangiato dai cannibali, divorato dai coccodrilli o di restare vittima dei più fantasiosi disastri ferroviari, automobilistici o naturali. Giusto un secolo fa, nel 1909 (ecco un altro anniversario) Winsor McCay aveva realizzato il primo cortometraggio animato americano, “Gertie il dinosauro”, una storia frutto di un lavoro certosino (almeno diecimila disegni), nella quale ha riversato tutto l’estro fantastico e poetico che esprimeva nei fumetti, con Gertie – un simpatico e divertente dinosauro femmina – che quasi anticipa lo zoo disneiano. Winsor McCay ha “sognato” con Little Nemo fino al 1911, alternando queste tavole con altri fumetti e cortometraggi animati. Morirà, come detto, nel 1934, proprio mentre esplode la grande stagione del fumetto avventuroso, che con il suo realismo scaccerà la poesia e la fantasia di Gertie e Little Nemo.

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Tavola del 1908 di Little Nemo. Per gentile concessione

Tavola del 1908 di Little Nemo. Per gentile concessione

Ci sono personaggi dei fumetti che sono diventati famosi ed entrati nella storia anche se nessuno, o quasi, li ha visti. Sono per lo più personaggi con oltre un secolo di vita, come Yellow Kid o Little Nemo. Il monello giallo di Outcault risale alla fine dell’Ottocento e la sua apparizione ha aperto la storia, ormai centenaria, del fumetto mondiale. Little Nemo è nato nel 1905 e seppure è “vissuto” più a lungo di Yellow Kid (ma non in Italia) non ha quasi mai trovato ampio spazio sui giornali e nei libri. Inizialmente la tavola disegnata da Winsor McCay si chiamava “Little Nemo in Slumberland”, un titolo che dal 3 aprile 1911 – quando il disegnatore passò ai giornali di Hearst – divenne “Little Nemo in the Land of the Wonderful Dreams”. La pubblicazione si concluse nel 1914 e per tutti la tavola è rimasta familiarmente Little Nemo. In Italia approdò, come quasi tutti i comics americani di quegli anni, sul Corriere dei Piccoli, che la pubblicò dal numero 33 del 17 agosto 1913 al n. 24 del 14 giugno 1914. Secondo la moda del tempo (che dava spesso nomi melensi come Mimmo Mammolo per Buster Brown), Little Nemo divenne un più improbabile Bubi. L’arrivo di Little Nemo fu preceduto, forse involontarimente, da Schizzo, altro bambino sognatore disegnato da un maestro dell’illustrazione come Attilio Mussino. Schizzo comparve sul Corriere dei Piccoli n. 37 del 15 settembre 1912, e vi sarebbe rimasto a lungo. In anni più recenti, le storie di Little Nemo sono state raccolte in un grande volume a colori edito da Garzanti nel 1969, e poi, a metà degli anni Ottanta, in quattro volumi dell’Editoriale Lo Vecchio di Genova, che ha anche pubblicato due volumi dedicati al ciclo “Dreams of a Rarebit Fiends” (Gli incubi di un divoratore di crostini) che McCay disegnò fra il 1904 e il 1907. (C. S.)

vignetta di Little Nemo. Per gentile concessione

vignetta di Little Nemo. Per gentile concessione


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