agosto 1957 – agosto 2009
Quella strana coppia di Andy Capp e Flo
di Carlo Scaringi <carlo.scaringi@email.it>
La seconda metà del Novecento ha visto le donne assumere sempre più coscienza dei propri diritti, tranne la moglie di Andy Capp che per decenni si è crogiolata nel suo stato di schiava, talora anche di serva, del marito. Ma è un rapporto di sottomissione solo apparente, in quanto questa coppia – ideata nel 1957 dal disegnatore inglese Reg Smythe – ha un “mènage” che si distacca nettamente da quello delle famiglie tradizionali. Lui – giacchetta risicata, berretto sugli occhi, camminata da bulletto – passa le giornate al “pub”, gomiti sul bancone, boccale di birra davanti, e occhi languidi verso la biondina in fondo, mentre lei qualche volta lavora come domestica a ore, ma la maggior parte del tempo lo trascorre giocando a tombola o spettegolando con le amiche. Ufficialmente nessuno dei due lavora: o meglio, solo Flo si spezza la schiena a lustrare i pavimenti delle case altrui e della propria, in una fatica assurdamente inutile, dato che subito dopo giunge Andy Capp, sgocciolante per essere appena emerso dal canale in cui era caduto dopo l’ennesima sbronza, a vanificare gli sforzi della consorte. Per questa singolare coppia, il sistema assistenziale inglese costituisce una sicurezza, perché le loro esigenze non vanno al di là della birra e della televisione, con qualche svago – la tombola per lei, le scommesse sui cavalli per lui – che raramente può anche essere redditizio e assicurare le sterline sufficienti per tacitare, per qualche striscia, i non pochi creditori.
Copertina di un volumetto dedicata ad Andy Capp, dall'Editrice Corno, negli anni '70. Per gentile concessione
Questa coppia gode di buona salute e ha una sana energia, vista la facilità con cui i due ricorrono allo scontro fisico, che tuttavia finisce sempre per cementare l’amore (ma sarebbe meglio parlare di amicizia) tra questi tipici esponenti di un sottoproletariato inglese, forse oggi scomparso, ma allora contento del proprio stato e ben deciso a non modificarlo. In Italia una simile coppia è piuttosto improbabile, ma l’arte di arrangiarsi – seppure tipicamente italica – è ormai diffusa ovunque e Andy Capp e Flo l’hanno codificata, legalizzata, quasi trasformata in un mestiere, o in un lavoro, se questa parola non fosse una di quelle (insieme a ufficio di collocamento, affitto da pagare, ecc.) che mandano in bestia Andy Capp. Anche lui, comunque, ha una giornata lavorativa di otto ore, quelle che trascorre quotidianamente al pub, dalle 16 alle 24, davanti alla birra, al tavolo da biliardo o a corteggiare la biondina alla cassa. Spesso lo accompagna anche Flo, ma lei – da brava moglie che segue fedelmente il marito – resta seduta in un angolo, parla con le amiche, o magari mugugna, insoddisfatta del proprio stato. Lo lascia fare, ma dietro questa apparente permissività si nasconde pur sempre la seconda anima di tutte le donne, per cui la libertà di cui gode il nostro eroe è spesso molto simile a quella di un cane tenuto al guinzaglio. Al tirar delle somme, è sempre lei a pilotare questo burrascoso rapporto, anche se ogni tanto Andy Capp si dice stufo, piglia sù gli strumenti dei suoi hobbies – i piccioni, le freccette, la sciarpa con i colori della squadra del cuore – e se ne va in cerca di tranquillità. Per ritornare nella striscia successiva, forse pentito ma sempre deciso a comandare e altrettanto deciso a evitare ogni forma di lavoro. “Mi rifiuto di lavorare fino alla morte solo per restare in vita” dice ribadendo la sua personale filosofia di contestatore di una società nella quale, in fondo, è perfettamente inserito.
Tavola di Andy Capp. Per gentile concessione
Per saperne di più
L’inglese Reginald (Reg) Smythe, autore di Andy Capp e Flo, è nato il 10 luglio 1917 ed è morto il 12 giugno 1998. Nel personaggio che lo ha reso celebre ha forse riversato alcune sue esperienze giovanili, quando lavorò come garzone di macellaio, fu poi soldato durante la guerra e quindi centralinista in un ufficio postale. Aveva imparato a disegnare negli anni del conflitto e al ritorno cominciò a lavorare per qualche periodico locale nel nord dell’Inghilterra. A metà gli anni Cinquanta fu assunto come vignettista dal Daily Mirror, ma solo dal 5 agosto 1957 cominciò a disegnare le vignette umoristiche di Andy Capp, inizialmente destinate solo alle edizioni provinciali.
Foto del creatore di Andy Capp. Per gentile concessione
Il personaggio piacque e dal 14 aprile del 1958 fu ospitato nell’edizione nazionale e trasformato in una striscia quotidiana di quattro vignette, apparentemente scarne, con i protagonisti sempre in primo piano e pochi elementi di contorno (il divano dove si sdraia Andy Capp in attesa dell’ apertura del pub, il bancone con l’immancabile birra, il biliardo, ecc.). La striscia ha riscosso subito grande successo ed è vissuta praticamente fino agli ultimi anni Novanta. E’ stata pubblicata in decine di Paesi, dall’URSS dove fu ospitata sulle Izvestia, alla Svezia, agli Stati Uniti, a lungo refrattari ai comics europei. In Italia la striscia è stata pubblicata dal 1967 sul mensile Eureka e in decine di albi e libri dell’Editoriale Corno. Ha trovato spazio anche sulla Settimana Enigmistica, dove Andy Capp e Flo sono diventati popolari come Carlo e Alice. (C. S.)
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agosto 1966 – agosto 2009
Amazing Spiderman n. 39
di Giovanni Brusca <gio.brus@tiscali.it>
Il talentuoso disegnatore Giovanni Brusca, tornato da poco al tavolo di disegno, impreziosisce questo spazio con un suo tributo.
Si tratta della copertina di amazing spiderman n. 39 dell’agosto 1966… di john romita Sr.!
Spero vi piaccia la sua interpretazione.
omaggio del disegnatore Giovanni Brusca dedicata a Spiderman
Copertina originale di Amazing Spiderman del 1966, di John Romita Sr.

